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Omar Calabrese

Una cartografia biografica

La biografia di Omar Calabrese (1949 – 2012) può essere disegnata come una cartografia dei luoghi dove si è formato, dove ha insegnato e con i quali ha avuto rapporti d’elezione: città come Firenze, Bologna, Parigi, Urbino vanno a segnare la mappa scientifica e accademica di Omar Calabrese, prima del suo insediamento a Siena, dove si è concluso il suo percorso.

 

Firenze è la città in cui nasce, si forma e si laurea in Lettere moderne con Giovanni Nencioni. Ed è proprio grazie all’apertura e alla curiosità del suo professore, di questo “principe della lingua italiana”, che entra in rapporto con la semiotica, segnando in maniera definitiva il suo habitus mentalis. La tesi di laurea, Carosello o dell’educazione seriale rivela, però, l’interesse che Calabrese nutre anche per un altro ambito di studi, quello delle comunicazioni di massa, che costantemente si ripresenterà e ne alimenterà la vita intellettuale.

Segue Bologna, dove Calabrese approda nel 1972. Qui – come borsista e contrattista prima, come professore incaricato e associato poi – trascorre circa vent’anni che appaiono determinanti per la sua vita accademica. È questa, infatti, la città che vede nascere, nel 1970, il Dams, il primo corso di laurea che accorda piena dignità disciplinare alle forme espressive definite non verbali lasciate fino ad allora ai margini o totalmente ignorate dagli insegnamenti canonici presenti nelle facoltà umanistiche. Ed è al Dams, nel nuovo Istituto di Comunicazione e Spettacolo, che Calabrese svolge la sua prima attività scientifica lavorando al fianco di Tomás Maldonado e di Umberto Eco titolare, a partire dal 1971, del primo insegnamento universitario di “Semiotica”. Proprio sulla semiotica, più precisamente sulla semiotica delle arti visive, si concentrerà l’attenzione di Calabrese, sviluppando così quell’interesse che costituirà uno dei fili conduttori più marcati della sua attività di ricerca, tanto che, divenuto professore incaricato, gli viene affidato l’insegnamento di “Semiologia delle arti”. Al nuovo incarico, fa immediatamente seguito il trasferimento all’Istituto di Storia dell’arte bolognese intitolato a Igino Benvenuto Supino. Calabrese entra così in uno dei templi della storia dell’arte “canonica”, superando le iniziali diffidenze degli storici dell’arte più ancorati alla tradizione, che guardano con sospetto quel giovane professore capace di attirare una moltitudine di studenti. In effetti, quanto Calabrese propone nelle sue lezioni è in controtendenza con l’insegnamento più consolidato della storia dell’arte: lontano dalla figura dei connoisseurs, egli non è tanto interessato ai problemi stilistici, alle attribuzioni, alle datazioni, alle singole personalità della storia dell’arte, bensì alle problematiche teoriche, ai meccanismi di significazione e di teoria della pittura. Le sue lezioni sono seguitissime, le aule non sono mai abbastanza capienti. Le sue capacità di comunicazione sono tali da affascinare addirittura gli scettici: la cristallina esposizione, anche quando gli argomenti sono complessi, la passione che sa trasmettere coinvolgono totalmente gli studenti in un percorso di continua scoperta.

Parigi è un altro dei fuochi intellettuali del suo percorso. Qui, all’École des Hautes Études en Sciences Sociales, Calabrese costruisce fattivi rapporti con alcuni membri del Centre d’Histoire/Théorie de l’Art (CEHTA) – tra cui Hubert Damisch, Louis Marin, Daniel Arasse, Jean-Claude Bonne i quali, seppure secondo modalità differenti, lavorano sull’arte come “oggetto teorico”. Sempre all’École insegna Algirdas-Julien Greimas che, dalla fine degli anni sessanta del Novecento, porta avanti la fondazione teorica della semiotica strutturale e generativa; sarà, per Calabrese, un incontro decisivo. Attorno al suo Groupe de Recherches Sémio-linguistiques, orbitano diversi studiosi, alcuni dei quali, come Jean-Marie Floch e Felix Thürlemann, volgono lo sguardo al visivo. Un’atmosfera brulicante di novità che segna, stimolandola, l’attività intellettuale e didattica di Calabrese nei primi anni ottanta. Il legame con l’area francofona accompagnerà tutta la vita di Calabrese, sia per i costanti scambi accademici, sia per le numerose traduzioni dei suoi libri, alcuni dei quali scritti direttamente in francese come i lavori sull’autoritratto (2008) e sul trompe l’oeil (2010), quest’ultimo insignito del il «Prix Bernier» dell’Academie des Beaux Arts - Institut de France.

Alla mappa deve aggiungersi Urbino. In quella università, che vede già dagli inizi degli anni sessanta la presenza attiva di numerose figure di rilievo internazionale in ambito semiotico, nel 1970, prende vita, grazie all’iniziativa di Carlo Bo, Giuseppe Paioni e Paolo Fabbri, il Centro Internazionale di Semiotica e Linguistica, che offre, finalmente attraverso una serie di convegni e seminari estivi, l’occasione di proporre ricerche semiotiche di stringente attualità. Urbino diventa così un eccezionale luogo di scambio, una fucina di idee, una sorta di “falansterio” semiotico di discussione e, contemporaneamente, di amicizia, dove studiosi provenienti da varie parti del mondo dialogano con i colleghi e le giovani leve. Urbino è anche il luogo privilegiato di dialogo con le colleghe e i colleghi francesi e proprio qui ha luogo il primo convegno dedicato a L’oggetto teorico ‘arte’, diretto da Hubert Damisch, dal 6 all’11 luglio 1981, cui faranno seguito negli anni successivi altri seminari sullo stesso tema. Tra i partecipanti a questi simposi transdisciplinari figurano Daniel Arasse, Eugenio Battisti, Jean-Claude Bonne, Hubert Damisch, Paolo Fabbri, Emilio Garroni, Rosalind Krauss, Louis Marin, Pietro Montani. In questi momenti di scambio, Calabrese è una presenza costante e un animatore infaticabile, fino agli ultimi anni. Firenze, Bologna, Parigi, Urbino, luoghi in cui, nei suoi tempi aurei, la semiotica manifesta la sua vitalità e la sua forza interpretativa. Luoghi in cui si respira un’aria di effettiva condivisione intellettuale, dove l’attiva e costruttiva partecipazione di Calabrese, assume un ruolo di primo piano per la stessa disciplina.

Dal 1992 Calabrese è professore all’Università di Siena dove insegna Semiotica delle arti, ma dove tiene anche, per diversi anni, il corso di Teorie della comunicazione di massa. Nell’ateneo senese è tra i fondatori della Scuola superiore di Studi umanistici presso la quale dirige, dal 2006 al 2010, un innovativo programma dottorale in “Studi sulla rappresentazione visiva. Storia, teoria e produzione delle arti e delle immagini”: in anni in cui l’affermazione degli studi visuali e della teoria delle immagini è ancora tutt’altro che consolidata in Italia, Calabrese lancia un programma di formazione superiore dal quale transiteranno alcune/i tra le/i maggiori studiose/i attive/i nell’ambito degli studi sull’arte e sull’immagine: Mieke Bal, Hubert Damisch, Michael Fried, Paolo Fabbri e tante e tanti altri animano un programma dottorale dal carattere marcatamente interdisciplinare. Sono anche anni in cui prosegue l’impegno politico, culturale e istituzionale di Calabrese che era già stato consigliere comunale a Bologna: è infatti assessore alla cultura del Comune di Siena dal 1993 al 1997, consigliere della Presidenza del Consiglio dei ministri per l'editoria e la comunicazione e, dal 1997 al 2001, rettore del Santa Maria della Scala. Si intensifica anche la sua attività di curatore, è infatti responsabile dei contenuti culturali per le Esposizioni Universali di Vancouver, Brisbane, Siviglia, Genova e Hannover e curatore di mostre tra cui Venere svelata. La Venere di Urbino di Tiziano (Bruxelles, 2003); Ipermercati dell’arte. Il consumo contestato (Siena 2003) e le tre mostre sull’Estetica dei non luoghi curate assieme a Maurizio Bettini (Bergamo 2006). 

Instancabile anche la sua attività in campo editoriale: è direttore delle “Guide Guaraldi” dal 1976 al 1979; capo redattore per la casa editrice Electa dal 1980 al 1989; è stato fondatore di collane come “Teoria della cultura”, per la casa editrice Esculapio di Bologna (dal 1990 al 1998) e con Marino Livolsi, per la casa Mondadori Università, di un’altra collana con la stessa denominazione. È stato direttore di Alfabeta e della Rivista Illustrata della Comunicazione; redattore di periodici come Casabella (dal 1977 al 1981), Estudios Semioticos, Versus (dal 1975), Word & Image (dal 1987), Athanor (dal 1989), Visio (dal 1996). Nel 1984 ha fondato e diretto Carte Semiotiche e, sempre nel 1984, ha fondato la rivista internazionale Metafore.

Il suo contributo all’avanzamento e alla fondazione stessa di una semiotica dell’arte e delle immagini è stato fondamentale, ma ugualmente cruciali sono i suoi contributi nell’ambito delle teorie dei media, del design, della comunicazione politica, della cultura visuale. La sua produzione bibliografica tocca infatti tutte queste aree con pari acume e con ampia diffusione, vedendo molte delle sue opere tradotte in varie lingue. In una ideale cartografia della sua amplissima produzione bibliografica vi sono anzitutto i contributi con cui Calabrese ha gettato le basi teoriche e metodologiche di una semiotica delle arti e dell’immagine sin dal suo libro del 1977 su Arti figurative e linguaggio. Grazie al suo lavoro, il percorso della semiotica delle arti visive in Italia è tracciato con precisione. I suoi albori, però, non sono stati così lineari, tanto che, nel 1980, lo stesso Calabrese costata che, a differenza di quanto avviene in altri settori – letteratura, cinema, teatro e architettura –, “è decisamente raro trovare lavori intitolati alla semiotica della pittura” (1980). È, quindi, con un atto di vero coraggio che Calabrese dà a una raccolta di saggi proprio il titolo di Semiotica della pittura, iniziando così a definire una disciplina, i cui confini vengono successivamente da lui ben delineati in Il linguaggio dell’arte (1985). Qui, infatti, dapprima ricostruisce la geografia delle diverse correnti di pensiero che considerano l’arte come comunicazione – dal purovisibilismo a Warburg, dall’iconologia a Gombrich, dall’estetica al pragmatismo – per poi dedicarsi a un inquadramento sistematico delle ultime tendenze e alle questioni che segnano la nascente semiotica delle arti. Seguono una serie di lavori nei quali esplorerà gli oggetti teorici dell’arte privilegiando sempre un approccio di analisi testuale che vede la teoria come immanente alle opere, tra questi La macchina della pittura (1985), Piero teorico dell’arte (1986), Lezioni di semisimbolico (1999), Come si legge un’opera d’arte (2006), L’art de l’autoportrait (2006), L’art du trompe-l’oeil (2010). L’ambito mediale non è stato per Calabrese solamente un oggetto di studio, ma un vero e proprio campo autoriale nel quale ha operato sia come autore televisivo che come giornalista per il Corriere della sera, Panorama, El Pais, la Repubblica, l’Unità. Si devono a Calabrese alcuni titoli pionieristici sui linguaggi mediali: Carosello (1975), Come si vede il telegiornale (con Ugo Volli, 1979), I giornali (con Patrizia Violi, 1980) e I telegiornali. Istruzioni per l’uso (ancora con Ugo Volli, 1995). Il suo titolo probabilmente più famoso è lo studio dedicato al barocco come forma trans-storica e all’ipotesi che, attraverso questa lente, si potessero cogliere zone di coerenza nella cultura degli anni ottanta, si tratta di L’età Neobarocca (1987) cui seguirà un ideale prosecuzione con Mille di questi anni (1991). Calabrese è stato anche uno dei primi studiosi a sottolineare l’importanza della comunicazione politica e a rivendicare la necessità di un approccio sistematico a questo ambito: oltre ai numerosi articoli e all’attività di progettista della comunicazione politica, è suo uno dei primi testi dedicati a questo tema Come nella boxe (1999). Calabrese è stato anche tra gli esploratori più acuti di quella che un tempo si chiamava ‘cultura di massa’ ma che sarebbe più corretto identificare con il grande campo di studi della cultura visuale. In quest’ambito Calabrese si è cimentato in analisi divenute paradigmatiche sul linguaggio pubblicitario, sulla moda e su un’etnologia della cultura popolare, possiamo ricordare: Garibaldi tra Ivanhoe e Sandokan (1982), Serio ludere (1993), Il mito di Vespa (1996), Vanitas. Lo stile dei sensi (con Gianni Versace 1991).

Nessun profilo biografico sarebbe completo senza ricordare le qualità umane di Omar, la sua straordinaria ironia, lo squisito senso di ospitalità con cui accoglieva amici e affezionati allievi nella sua casa di Monteriggioni, il suo profondo rispetto per l’università e per l’insegnamento, che lo rendevano un professore presente, brillante, appassionato e limpido nel trasmettere i nodi teorici più complessi, oltre che sempre capace di una istintiva, straordinaria capacità di contatto e di comunicazione.

 

Bibliografia delle opere di Omar Calabrese

 

Articolata secondo le due tematiche proprio dell’autore, la prima sezione registra gli scritti teorici di semiotica e di semiotica delle arti, nonché i saggi su singoli artisti. La seconda è dedicata alle comunicazioni di massa e annovera gli studi che l’autore ha dedicato alla società, alla moda, alla televisione, alla pubblicità. Non sono inclusi in questa scelta gli articoli giornalistici e le presentazioni che non costituiscono un saggio a sé. 

1.  Semiotica, semiotica delle arti visive (pittura, arte, cinema)

 

Libri

 

1975   con Egidio Mucci, Guida alla semiotica, Firenze, Sansoni, 295 p.

 

1977   Arti figurative e linguaggio, Firenze, Guaraldi, 155 p.

 

1983   con Renato Giovannoli, Isabella Pezzini, Hic sunt leones: geografia fantastica e viaggi straordinari, Milano, Electa, 119 p.

 

1985a   Il linguaggio dell’arte, Bompiani, Milano, 262 p. 

 

           1986   A linguagem da arte, Lisboa, Presença, 190 p.

 

           1987   El lenguaje del Arte, Barcelona, Paidós Iberica Ediciones, 79 p.

 

           1987   A linguagem da arte, Rio de Janeiro, Globo, 254 p.

 

           2001   ジャンニ・ベェルサーチ衣装文化展, Tokyo, Jiritsu-Shobo, 134 p.  

 

1985b   La macchina della pittura, Bari, Laterza, 302 p. 

 

1987   L’età neobarocca, Bari, Laterza, pp. 214 

 

           1987   A idade neobarroca, Lisboa, Edições 70, 209 p.

 

           1988   A idade neobarroca, São Paulo, Martins Fontes, 209 p.

 

           1989   La era neobaroca, Madrid, Ediciones Cátedra, 216 p.

 

           1992   Neo-Baroque Age. A Sign of the Times, Princeton NJ, Princeton University Press, 219 p.

 

1989   con Lucia Corrain, Umberto Eco, Le figure del tempo, Milano, Mondadori, pp. 255.

 

           1992   El tiempo en la pintura, Mondadori Espana, Madrid, 254 p.

 

1990   con Carlo Maier, Hubert Damisch, Musica e pittura, Milano, Mondadori, 151 p.

1991   Caos e bellezza. Immagini del neobarocco, Milano, Domus Academy, 157 p.

1993   Cómo se lee una obra de arte, Madrid, Ediciones Cátedra, 128 p.

1999   Lezioni di semisimbolico, Siena, Protagon, 117 p.

2001   Breve storia della semiotica, Milano, Feltrinelli, 160 p.

2002   con Maurizio Bettini, BizzarraMente: eccentrici e stravaganti dal mondo antico alla modernità, Milano, Feltrinelli, 272 p.

 

2003   Tiziano. La Venere di Urbino, Cinisello Balsamo, SilvanaEditoriale, 63 p. 

 

2003   Duccio e Simone. La maestà come manifesto politico, Cinisello Balsamo, SilvanaEditoriale, 63 p.

2005   Comunicarte. Storia dell’arte, storia delle idee, Le Monnier Scuola, Firenze, 192 p. 

2006   Comunicarte. Arte antica, Le Monnier Scuola, Firenze, 192 p. 

           Comunicarte. Medioevo, Le Monnier Scuola, Firenze,192 p. 

           Comunicarte. Rinascimento, Le Monnier Scuola, Firenze,192 p. 

           Comunicarte. Barocco e rococò, Le Monnier Scuola, Firenze,192 p. 

           Comunicarte. Ottocento, Le Monnier Scuola, Firenze,192 p. 

           Comunicarte. Novecento, Le Monnier Scuola, Firenze,192 p. 

 

2006   con Maurizio Bettini, Maurizio Boldrini, Gabriella Piccinni, Miti di città, Siena, Salvietti e Barabuffi Editori, 448 p. 

 

2008   L’art de l’autoportrait, Paris, Citadelles & Mazenod, 400 p.

 

           2008   Artist’s Self-Portraits, Abbeville Press, New York, 392 p.

 

           2008   Die Geschichte des Selbstbildnis, Hirmer Verlag, Berlin, pp. 390. 

 

           2010   L’autoritratto, Firenze, La casa Usher, 395 pp. 

 

2008   Come si legge un’opera d’arte, Mondadori Università, Milano, pp. 156. 

 

2008   con Achille Bonito Oliva, Mario Ceroli, Forme in movimento, Siena, Protagon, 117 p.

 

2010   L’art du trompe-l’œil, Paris, Citadelles & Mazenod, pp. 440. 

 

2011   Il trompe-l’œil, Milano, Jaka Book, pp. 400.
 

2012   con Vittorio Giudici, Art. Dalla preistoria al gotico, Le Monnier Scuola, Firenze, 456 p.

                                                       Art. Da Giotto al Settecento, Le Monnier Scuola, Firenze, 408 p.

                                                       Art. Dall’Ottocento a oggi, Le Monnier Scuola, Firenze, 504 p.

 

Volumi a cura di:

 

 

1974   Bibliografia semiotica, a cura di Omar Calabrese, Patrizia Magli, Ugo Volli, «Versus», 8-9, 280 pp.

 

1980   Semiotica della pittura, a cura di Omar Calabrese, Milano, Il Saggiatore, 140 pp.

 

1985   Piero teorico dell’arte, a cura di Omar Calabrese, Roma, Gangemi, 302 pp. 

1985   Fortuna degli Etruschi, a cura di, Franco Borsi, Gabriele Morolli, Omar Calabrese, Firenze, Electa.

 

1993   La ricerca semiotica, a cura di Omar Calabrese, Susan Petrilli, Augusto Ponzio, Bologna, Esculapio, 290 pp.

 

1994   Karl Rosenkranz. Estetica del brutto, a cura di Omar Calabrese, Milano, Edizioni Olivares, 256 pp.

 

2003a   Vénus dévoilée. La Vénus d’Urbino du Titien/Venere svelata. La Venere d’Urbino di Tiziano, a cura di Omar Calabrese, Cinisello Balsamo, Silvana Editoriale, 331 pp.

 

2003b   Persone. Ritratti di gruppo da Van Dyck a De Chirico, a cura di Omar Calabrese, Claudio Strinati, Cinisello Balsamo, Silvana Editoriale, 254 pp.

 

2004   Ipermercati dell’arte. Il consumo rappresentato, il consumo ironizzato, il consumo contestato, a cura di Omar Calabrese, Cinisello Balsamo, SilvanaEditoriale, 191 pp.

 

2005   Italia linguistica: discorsi di scritto e di parlato. nuovi studi di linguistica italiana per Giovanni Nencioni, a cura di Marco Biffi, Omar Calabrese, Luciana Salibra, Siena, Protagon, 334 pp.

 

2006   Hic sunt leones: estetica dei non luoghi, a cura di Omar Calabrese, Maurizio Bettini, Acciaierie Arte Contemporanea, Milano, Skira, 88 pp.

 

2007   Nowheremen: estetica dei non luoghi, a cura di Omar Calabrese Maurizio Bettini, Acciaierie Arte Contemporanea, Milano, Skira, 120 pp. 

 

2009   Fra parola e immagine: metodologie ed esempi di analisi, a cura di Omar Calabrese, Milano, Mondadori Università, pp. 233.

 

 

 

Saggi

 

1975   “Parola, immagine, ideologia, scienza dei segni: alla ricerca del codice della «poesia visiva»”, ES, 3, pp. 127-136.

 

1976   “Presupposti teorici della semiotica dell’arte in Italia”, Il Verri, 10-11, pp. 153-159. 

 

1977   “Nuovi appunti sull’iconicità”, Comunicazione visiva, 1, pp. 15-18.

 

1978   “La semiotica dell’architettura in Italia”, Casabella, 278, pp. 52-57.

 

1979   “Modelli culturali e modelli interpretativi della semiotica delle arti”, Il Verri, 13-16, pp. 299-308.

 

1980a   “Semiotica della pittura. Riflessioni sullo stato dell’arte, e qualche ulteriore proposta”, Semiotica della pittura, Milano, Il Saggiatore, pp. 1-26.

 

1980b   “From a Semiotics of Painting to a Semiotic of Pictorial Text”, Versus, 25, pp. 3-27. 

 

1981a   “Uno sguardo sul ponte”, Casabella, 469, pp. 55-59.

 

1981b   “Temi generali”; “Uno sguardo sul ponte”, in Tomás Maldonado, a cura di, Paesaggio. Immagine e realtà, Milano, Electa, pp. 295-296; pp. 314-319.

 

1981c   “L’enunciazione in pittura”, in Semiotica dell’enunciazione, Pavia, Editoriale mcm, pp. 120-131. 

 

1981d   “La sintassi della vertigine: sguardi, specchi, ritratti”, Versus, 29, pp. 3-31.

 

1982a   “Lector in tabula. Verso una teoria semiotica dei generi in pittura”, Rivista di Estetica, 22, 11, pp. 93-102.

 

1982b   “Il cottage del signor Landor”, Rivista di Estetica, 22, 12, p. 155-165.

 

1982c   “Arte e olografia”, Fotografiatridimensionale, Palazzo Fortuny, Venezia, pp. 32-39.

 

1982d   “Geografie del ritratto”, in Silvio Pasotti: Grand tour, Electa, Milano, pp. 7-46. 

 

1983a   “La grafica: una posologia progettuale?”, Rassegna, III, 6, pp. 22-25.

 

1983b   “Quattro a Verbania (per non parlare del lago)”, in Quattro a Verbania. Basilico, Zoppis, Ghirri, Radino, Electa, Milano, pp. 10-21.

 

1983c   "Candyde", in Silvio Pasotti, Catalogo della mostra alla Galleria Schubert, Milano.

1984a   “La geografia di Warburg. Note su linguistica e iconologia”, Aut-Aut, 199-200, pp. 109-120. 

 

1984b   “Il problema del colore nei trattati d’arte del Cinquecento”, Versus, 37, pp. 19-33. 

1984c   “Catastrofi e teoria dell’arte”, Lectures, 14, pp. 45-62.

 

1984d   “Forme della temporalizzazione nelle storie bibliche di Giovan Battista Piazzetta”, in Paolo Fabbri, Jacques Geninasca, Jean Petitot, a cura di, Semiotica: attualità e promesse della ricerca, Bellinzona, Edizioni Casagrande. 

 

1984e   “L’intertestualità in pittura”, Documenti di lavoro e prepubblicazioni, Centro Internazionale di Semiotica e Linguistica, Urbino (trad. spagnola in Documentos de trabajo, Universidad de Valencia). 

 

1984f   “I replicanti”, in Francesco Casetti, a cura di, L’immagine al plurale. Serialità e ripetizione nel cinema e nella televisione, Venezia, Marsilio, pp. 63-83.

1985a   “Introduzione”, in Omar Calabrese, a cura di, Piero teorico dell’arte, Roma, Gangemi, pp. 7-10.

 

1985b   “Note sul dispositivo formale della Storia della vera croce di Piero della Francesca ad Arezzo”, in Omar Calabrese, a cura di, Piero teorico dell’arte, Roma, Gangemi, pp. 155-171.

 

1985c   “La fotografia come testo e come discorso”, Figure. Teoria e critica dell’arte, 3, n. 10-11, pp. 3-7. 

1985d   con Lucia Corrain, “Photographie ou Photographies?”, “Fotografie/fotografie?”, in Omar Calabrese, a cura di, L’Italie aujourd’hui/Italia oggi, Firenze, La casa Usher, pp. 119-123.

 

19855   “I ‘mondi possibili’ in Kubrick. Ovvero: la poetica delle porte”, in Gian Piero Brunetta, a cura di, Stanley Kubrick, Parma, Pratiche, pp. 33-44. 

 

1985f   “Il bridge: un’allegoria semiotica”, Versus, 42, pp. 37-61.

 

1986a   “I replicanti”, Cinema & Cinema, 49, pp. 63-83. 

1986b   “Teaching Art History Methods”, in Lucia Lazotti, Giuliana Bertoni Del Guercio, a cura di, Contemporary Art in Secondary School: Current Issue in Education, Roma, Quaderni di Villa Falconieri-Cede, pp. 84-96.

1986c   “Il linguaggio del cinema. il film come opera teorica nelle geometrie di un grande regista”, Prometeo, 16, pp. 94-102.

 

1987a   “Falsi d’arte”, Versus, 46, pp. 77-81.

 

1987b   “Passioni e valori: un’economia dell’esistenza semiotica”, Versus, 47-48, pp. 15-22.

1987c   “Problèmes d’énonciation abstraite”, Actes Sémiotiques. Bulletin, X, 44, Décembre, pp. 35-40.

1987d   “Dettaglio e frammento”, Metafore, 1.

 

1987e   “Le forme astratte del realismo”, Quaderni del Circolo Semiologico Siciliano, 25, pp. 13-21.

 

1987f   “Passioni e valori: un’economia dell’esistenza semiotica”, Versus, 47-48, pp. 15-22.

 

1988a   “L’evidente finestra segreta di Piero”, in Alessandro Falassi, a cura di, La cifra e l’immagine, Siena, Provincia di Siena, pp. 19-30.

 

1988b   “La forma della complessità: avvento di una società neobarocca?”, in Giuseppe Barbieri, Paolo Vitali, a cura di, La ragione possibile, Feltrinelli, Milano, pp. 193-205.

 

1988c   “Semiotica della fotografia”, Figure. Teoria e critica dell’arte, 5-6, pp. 18-27. 

 

1988d   “Ipse dixit”, in Omar Calabrese, Lucia Corrain, a cura di, L’autoritratto non ritratto nell’arte contemporanea italiana, Bologna, Essegi, pp. 5-11.

 

1988e   “Renzo Piano. Pompei, progetto per la città del tesoro”, in Umberto Eco, Federico Zeri, Carlo Bertelli, Le isole del tesoro: proposte per la riscoperta e la gestione delle risorse culturali, Milano, ibm Italia-Electa, pp. 107-112. 

1989a   con Betty Gigante, “La signature du peintre”, La part de l’œil, 5, pp. 16-25.

 

1989b   “Metodi e non metodi in storia dell’arte”, Carte Semiotiche, 6, pp. 100-112.

 

1989c   “Kubrick pittore”, Cinema & Cinema, 54-55, pp. 103-110. 

 

1989d   “L’iconologia della monaca di Monza”, in Giovanni Manetti, a cura di, Leggere i Promessi Sposi, Milano, Bompiani, pp. 299-312.

 

1989e   “Quijot”, in Quijote. Oli e disegni di Beppe Vesco, Firenze, La casa Usher, pp. …

 

1990a   “Dalla critica manierista a quella barocca”, Cinema & Cinema, 58, pp. 55-62.

 

1990b   “La tecnologia umanistica di Plessi”, in Plessi, Treviso, Canova, pp. 85-89.

1990c  “Bref sémiotique de l’infini”, in Peter Fröhlicher, Georges Günter, Felix Thürlemann, a cura di, Espaces du texte. Recueil d’hommages pour Jacques Geninasca, La Baconnière, Neuchâthel.

1990d    “Breve semiótica del infinito”, Revista de Occidente, 105, pp. 31-44.

1990e   “El fanfarrón”, Los Cuadernos del Norte. Revista cultural de la Caja de Ahorros de Asturias, 11, 57-59, pp. 16-17. 

1990f  “Musica e pittura: due arti, una morfologia”, in Omar Calabrese, Hubert Damisch, Carlo Maier, Musica e pittura, Milano, Mondadori, pp. 7-25. 

1990g  “Chiromanzia di Michelangelo”, Athanor, 1, pp. pp. 19-26.

1991a   “Problemi di enunciazione astratta”, in Lucia Corrain, Mario Valenti, a cura di, Leggere l’opera d’arte. Dal figurativo all’astratto, Bologna, Esculapio, pp. 161-164. 

1991b   “El problema del color en los tratados de arte del cinquecento: un capítulo de historia semiótica”, Revista de Estética, 8, pp. 55-68. 

 

1991c   “Rappresentazione della morte e morte della rappresentazione”, in Isabella Pezzini, a cura di, Semiotica delle passioni, Bologna, Esculapio, pp. 97-108.

 

1991d   “Rappresentazione della morte e morte della rappresentazione”, Athanor, 2, pp. 20-30.

 

1991e   “Representación de la muerte y muerte de la representación”, Revista de Occidente118, pp. 41-60.

1991f   “Breve semiotica dell’infinito”, Versus, 58, pp. 51-64. 

1991g   “Imaginaire geografie”, in Sorin Alexandrescu, Herman Parret, Ton Quik, a cura di, Hemel en Aarde. Werelden van Verbeelding, Amsterdam, Benjamins, pp. 59-66.

1991h   “Neobarroco”, Atlántica. Revista de arte y pensamiento, 1, pp. 25-31.

 

1991i    “L’estasi semiotica di Ejzenstein” in Pietro Montani, a cura di, Sergej Ejzenstein: oltre il cinema, Pordenone, Edizioni Biblioteca dell’immagine, pp. 411-418.

 

1991j   con Giovanna Grignaffini, “La donna fatale nel cinema”, in Grazietta Buttazzi, Anna Mottola Molfino, La donna fatale, De Agostini, Novara, pp. 63-88.

1991k    “La quiromancia”, Revista de Occidente, 117,  pp. 5-16.

 

1992a   “Bruno Pinto: autoanalisi”, in Bruno Pinto. Per uscire dalla valle: critica di me stesso, Firenze, La casa Usher, pp. 7-10

 

1992a   “Aspetti dell’Annunciazione”, in Bologna. La cultura italiana e le letterature straniere moderne, Ravenna, Longo, pp. 203-216.

 

1992b  “Lo spazio dell’Annunciazione”, in Patrizia Magli, Giovanni Manetti, Patrizia Violi, a cura di, Semiotica: storia, teoria, interpretazione. Saggi intorno a Umberto Eco, Milano, Bompiani, pp. 393-412.

 

1993a   “L’idée du beau dans la culture italienne actuelle”, in Christian Descamps, a cura di, Le beau aujourd’hui, Centre Georges Pompidou, Paris, pp. 147-153. 

 

1993b   “Chiromanzia di Michelangelo”, in Augusto Gentili, a cura di, Il ritratto e la memoria: materiali, Roma, Bulzoni, pp. 241-247.

 

1993c    “Limite et excés”, in Herman Parret, a cura di, Ligne, Frontière, Horizon, Mardaga, Liège, pp. 91-99.

 

1993d    “Grenz en overschrijding”, in Herman Parret, a cura di, Lijn, Grens, Hrizon, Kritak, Amsterdam-Leuven, Meulenhof-Kritak, pp. 84-92.

 

1993e    “Bodegòn. La simulazione del cavolo”, Carte Semiotiche, 1 N. S., pp. 103-115.

1993f    “La semiotica: una disciplina della qualità”, in Omar Calabrese, Susan Petrilli, Augusto Ponzio, a cura di, La ricerca semiotica, Bologna, Esculapio, pp. 1-35.

 

1993g   “La temporalité plastique comme formant de style”, in Herman Parret, a cura di, Temps et discours,  Louvain, Presses Universitaires de Louvain, pp. 247-257.

 

1994a    “Nuovo futurismo = New futurism”, in Renato Barilli, a cura di, Nuovo futurismo: Abate, Innocente, Lodola, Plumcake, Postal, Electa, Milano, pp. 32-37.

 

1994b     Giampaolo Di Cocco: relitti, Firenze, Institut Français, 71 p.

 

1995a    “La información y el espectador””, in Omar Calabrese, Armando Silva, Ugo Volli, Los juegos de la imagen, Istituto italiano di cultura, Bogotá, pp. 129-143.

 

1995b    “La Véronique de Zurbaràn. Un ritual figuratif”, La part de l’œil, 11, pp. 35-44.

 

1996a    “Pablo Picasso et Les Ménines de Valàzquez”, Visio, 1-2, pp. 25-30.

 

1996b    “Invisibile: indicibile?”, in Lucia Corrain, Semiotica dell’invisibile. Il quadro a lume di notte, Bologna, Esculapio, pp. xi-xiii.

1999a    “La Veronica di Zurbarán: un rituale figurativo”, in Lucia Corrain, a cura di, Leggere l’opera d’arte II, Bologna, Esculapio, pp. 43-50.

 

1999b    “La memoria geroglifica. Riflessioni semiotiche sul frontespizio dei Principi di Scienza Nuova di Giambattista Vico, in Pierluigi Basso, Lucia Corrain, a cura di, Eloquio del senso. Dialoghi semiotici per Paolo Fabbri, Genova, Costa&Nolan, pp. 324-336. 

 

2000    “Lo strano caso dell’equivalenza imperfetta”, Versus, 85-87, pp. 101-120.

2001    “Brandi e la teoria della pittura”, in Cesare Brandi. Teoria ed esperienza dell’arte, Milano, Silvana Editoriale, pp. 81-87. 

 

2002a    “Lo sguardo in pittura: un’economia della visione”, in Lezioni di metodo. Saggi in onore dei settant’anni di Lionello Puppi, Venezia, Biblioteca Marciana.

 

2002b    “Cinema e televisione: un problema di traduzione”, Carte di cinema, 9, pp. 25-31.

2002c    "...", in Omar Calabrese (a cura di), Daniele Lombardi: musica inaudita, Siena, Protagon.

 

2003a    “Introduzione”, in Keith Haring a Pisa: cronaca di un murales, Pisa, ETS, pp. 1-9.

2003b    “Semiotic Aspects of Art History”, in Roland Posner, a cura di, Semiotics. A Handbook on the Sign Theoretic Foundations of Nature and Culture, De Gruyter, Berlin, pp. 310-324. 

2003c    “Preface/Introduzione”, in Omar Calabrese, a cura di, Vénus dévoilée. La Vénus d’Urbino du Titien/Venere svelata. La Venere d’Urbino di Tiziano, Cinisello Balsamo, SilvanaEditoriale, pp. 16-17.

2003d    “La Vénus d’Urbino du Titien/La Venere d’Urbino di Tiziano”, in Omar Calabrese, a cura di, Vénus dévoilée. La Vénus d’Urbino du Titien/Venere svelata. La Venere d’Urbino di Tiziano, Cinisello Balsamo, SilvanaEditoriale, pp. 31-47.

 

2003e    “Il ritratto di gruppo e la questione dell’identità collettiva”, in Omar Calabrese, Claudio Strinati, a cura, Persone. Ritratti di gruppo da Van Dyck a De Chirico, Cinisello Balsamo, SilvanaEditoriale, pp. 19-28.

2003f    “…”, in Traccia d’artista: Fabio De Poli, Firenze, La Biblioteca.

 

2004a    “La rappresentazione delle nuvole”, in Giuseppe Barbieri, a cura di, I Quattro elementi in Trentino, Vicenza, Terra Ferma, pp. 28-39.

2004b    “Picàzquez. Ovvero: chi è l’autore de Las Meninas?”, Carte semiotiche, 6-7, pp. 9-21.

2005a    “Picàzquez o quièn es el autor de Las Meninas”, Tópicos del Seminario, 13, pp. 25-37. 

 

2005b    “Tradizione e innovazione”, in Beppe Vesco, Prato, Gli ori, pp. 25-32.

 

2005c    “Il semi-simbolico”, in Anna Maria Lorusso, a cura di, Semiotica, Milano, Raffaello Cortina, pp. 261-271.

 

2005d    “Tempo”, in Giuseppe Brusa, a cura di, La misura del tempo: l’antico splendore dell’orologeria italiana dal XV al XVIII secolo, Trento, Provincia Autonoma di Trento, pp. 15-21.

 

2006a    “La forma dell’acqua”, Carte semiotiche, 9-10, pp. 31-46.

 

2006b    “La forma del agua (o como se ‘liquida’ la representación en el arte contemporáneo)", Revista de Occidente,  306, pp. 187-219.

2006c    “La grafica dei manifesti cubani”, in Andrea Bosco, Elena Scantamburlo, a cura di, Buena vista. Mezzo secolo di grafica cubana, Mazzotta, Milano, pp. 17-20.

 

2006d    “L’immaginazione e le sue geografie”, in Maurizio Bettini, Omar Calabrese, a cura di, Voi (non) siete qui: estetica dei non luoghi, Acciaierie Arte Contemporanea, Milano, Skira, pp. 9-16.

2007a    “La fotografia come testo e come discorso”, in Claudio Marra, a cura di, Le idee della fotografia. La riflessione teorica dagli anni sessanta a oggi, Milano, Bruno Mondadori, pp. 158-163.

2007b    “El lujo: seis figuras ejemplares para una iconografia de la riqueza”, Revista de Occidente, 318, pp. 9-26.

 

2007c    “Non-persone: il problema dell’identità nell’arte contemporanea”, in Omar Calabrese, Maurizio Bettini, a cura di, Nowheremen: estetica dei non luoghi. Acciaierie Arte Contemporanea, Milano, Skira, pp. 21-36.

 

2008a    “La battaglia sacra: un tema iconografico in cerca della propria figuralità”, in Nicola Dusi, Gianfranco Marrone, a cura di, Destini del sacro. Discorso religioso e semiotica della cultura, Roma, Meltemi, pp. 119-128.

 

2008b    “Metafore del libro in Anselm Kiefer/The Metaphore of the Book in the Work of Anselm Kiefer”, in Anselm Kiefer Die Grosse Fracht, Prato, Gli Ori, pp. 7-16.

 

2009a    “Cultura della natura e natura della cultura in un insolito affresco medievale”, in Clemens Carl Härle, a cura di, Confini del racconto, Roma, Quodlibet, pp. 45-56. 

 

2009b    “Lo strano caso dell’equivalenza imperfetta (modeste osservazioni sulla traduzione intersemiotica)”, in Omar Calabrese, a cura di, Fra parola e immagine: metodologie ed esempi di analisi, Milano, Mondadori Università, pp. 7-29.

 

2009c    “Tempi, luoghi e soggetti dell’Annunciazione”, in Daniel Arasse. L’Annunciazione italiana. Una storia della prospettiva, Firenze, La casa Usher, pp. 7-16.

 

2009d    “La forma de la isla (de nunca jamás)”, Revista de Occidente, 343, pp. 13-32.

 

2010    “Poe illustratore di Possenti”, in Antonio Possenti, Con Edgar Allan Poe. Su venticinque racconti fantastici, Usher arte, Firenze, pp. 14-19.

 

2011a    “Esiste una visibilità dell’impertinenza?”, in Giulia Ceriani, Eric Landowski, a cura di, Impertinenze, et al., Milano, pp. 57-69.

 

2011b    “L’arte popolare: un piccolo contributo di metodo”, in Alessandro Falassi, a cura di, Almanacco delle feste e dei giochi nelle terre di Siena, Siena, Betti, pp. 32-48.

 

2011c    “The bridge: suggestions about the meaning of a pictorial motif”, Journal of Art Historiography, 5, December, pp. 1-14.

 

2011d    “Il trompe-l’œil: è corretto parlare di inganno per gli occhi?”, Carte Semiotiche, 12, pp. 12-30. 

 

2011e    “…”, in Valerio Adami. Teoria e pratica dell’arte, La casa Usher, Firenze.

 

2012a    “Il velo. Oggetto teorico della diafanità”, in Patrizia Magli, Angela Vettese, a cura di, Diafano. Vedere attraverso, Zel Edizioni, Treviso, pp. 26-35.

 

2012b    “Kubrick et l’art des images” /  “Kubrick en de kunst van het beelds”, in Stanley Kubrick Photographer, Catalogue exposition Musée Royaux des Beaux-Arts de Belgique, Bruxelles 21 mars-1 Juillet 2012, direction Michel Draguet, Giunti Arte Mostre e Musei, Firenze. 

 

2. Comunicazioni di massa (pubblicità, società, televisione, moda)

 

Libri

 

1974    Carosello o dell’educazione serale, Firenze, Clusf, 161 p.

 

1976    con Eliana Pilati, Tradizioni popolari e cultura etnomusicale, Firenze-Rimini, Guaraldi, 121 p.

 

1978    con Tomas Maldonado, Università: la sperimentazione dipartimentale, Firenze-Rimini, Guaraldi, 147 p.

 

1979    con Patrizia Violi, I giornali. Guida alla lettura e all’uso didattico, Roma, L’Espresso Strumenti, 183 p.

 

1980    con Ugo Volli, Come si vede il telegiornale, Bari, Laterza, 158 p.

1982    Garibaldi: tra Ivanhoe e Sandokan, Milano, Electa, 210, p. 

 

1989    con Sandra Cavicchioli, Isabella Pezzini, Vuoto a rendere. Il contenitore slittamenti progressivi di un modello televisivo, Roma, Eri, pp. 144.

1991    Mille di questi anni, Bari, Laterza, 232 p.

1993a    Serio ludere. Sette serissimi scherzi semiotici, Palermo, Flaccovio, 120 pp. 

1993b    con Gianni Versace, Versace Signatures, Milano, Leonardo, 255 pp. 

1995a    con Ugo Volli, I telegiornali. Istruzioni per l’uso, Bari, Laterza, 261 p.

 

1995b    con Pierluigi Basso, Orsola Mattioli, Francesco Marsciani, Le passioni nel serial tv, Roma, Eri, 201 pp.

 

1999    Come nella boxe. La politica nell’era della televisione, Bari, Laterza, 128 pp.

 

 

 

 

Libri a cura

 

1979    Il linguaggio della comunicazione visiva, a cura di Omar Calabrese, Milano, me/di Sviluppo, 29 pp.

 

1982    1860-1900. Dall’unità al nuovo secolo. Italia moderna. Immagini e storia di un’identità nazionale, a cura di Omar Calabrese, vol. I, Milano, Electa, 555 p.

 

1983    1900-1939. Dall’espansione alla seconda guerra mondiale. Italia Moderna. Immagini e storia di un’identità nazionale, a cura di Omar Calabrese, vol. II, Milano, Electa, pp. 555.

 

1984    1939-1960. Guerra, dopoguerra, ricostruzione, decollo. Italia Moderna. Immagini e storia di un’identità nazionale, a cura di Omar Calabrese, vol. III, Milano, Electa, 555 p.

 

1985a    1960-1980. La difficile democrazia. Italia Moderna. Immagini e storia di un’identità nazionale, a cura di Omar Calabrese, vol. IV, Milano, Electa, 553 p.

 

1985b    L’Italie aujourd’hui/Italia oggi, a cura di Omar Calabrese, Firenze, La casa Usher, 274 p.

 

1991    Vanitas: lo stile dei sensi, a cura, di Omar Calabrese, Gianni Versace, Milano, Leonardo, 219 p.

 

1995    Piaggio. Il libro della comunicazione, a cura di Omar Calabrese, Maurizio Boldrini, Pontedera, Piaggio, 188 p.

 

1996    Il mito di Vespa, Milano, Lupetti, 161 p. 

 

1988a    Il libro dell’Ape, a cura di Omar Calabrese, Marino Livolsi, Piaggio, Pontedera, 102 p.

 

1988b    Il modello italiano: le forme della creatività, a cura di Omar Calabrese, Milano, Skira, 173 p. 

 

Saggi

 

1974a    “Il ‘fenomeno’ Carosello”, Sipra, 6, pp. 91-100.

 

1974b    “Pubblicità diurna permanente”; “Pubblicità diurna temporanea”; “Vetrinistica”, in Lamberto Pignotti, PubbliCittà, Clusf, pp. 33-38; 45-47; 62-66.

 

1976    “Fascio e fumetto, ovvero la reazione di contrabbando”, in Luigi Allegri, Sergio Bernardi, Maria G. Lutzemberger, a cura di, Cultura, comunicazioni di massa e lotta di classe, Roma, Savelli, pp. 128-135.

 

1977    “La politica delle comunicazioni”, in Natalino Ronzitti, a cura di, L’Italia nella politica internazionale, Milano, Edizioni di Comunità, pp. 305-320.

 

1978    “Marxismo in serie”; “Il nuovo galateo”, in Lamberto Pignotti, Il supernulla. Ideologia e linguaggio della pubblicità, Rimini-Firenze, Guaraldi, pp. 58-80; pp. 131-160.

 

1979    “Cultura e ideologia nella ricerca italiana sui mass-media. Le riviste”, Problemi della Transizione, 1, pp. 31-38.

 

1984a    con Patrizia Violi, “Il giornale come testo”, in Marino Livolsi, a cura di, La fabbrica delle notizie, Milano, Angeli, pp. 104-151.

 

1984b    “Nuova destra e cultura reazionaria negli anni ottanta”, in Quaderni dell’Istituto per la Resistenza in Piemonte, Cuneo, pp. 115-130.

 

1984c    “Pippo Baudo”, in Perché loro?, Bari, Laterza, pp. 64-75.

 

1985a    “Raffaella Carrà”, in Perché lei?, Bari, Laterza, pp. 47-62.

 

1985b    “Armando Testa e la pubblicità italiana”, in Armando Testa: il segno e la pubblicità, Milano, Mazzotta, pp. 13-18.

1986    “Perdere la partita, vincere al gioco”, Lectures, 1, 18, pp. 17-40.

 

1987    “Cultura pesante, cultura snella”, in Alberto Terzi, a cura di, Consumatori con stile. L’evoluzione dei consumi in Italia, 1940-1986, Milano, Longanesi, pp. 51-72. 

 

1988a   “Nuovi ritmi, nuovi miti”, in Marco Manzoni, Sergio Scalpelli, a cura di, Velocità. Tempo sociale, tempo umano, Milano, Guerini Associati, pp. 80-92.

1988b  "Appunti per una storia dei giovani in Italia", in Philippe Ariès, Georges Duby, a cura di,  La vita privata. Il Novecento», Roma-Bari, Laterza, pp. 79-106.

 

1990    “Una nota sul linguaggio della moda”, in Silvio Fuso, Sandro Mescola, a cura di, Il guardaroba di una cantante: vestiti e costumi del primo Novecento, Venezia, Palazzo Fortuny, pp. 8-11.

 

1991    “Lo stile degli stilisti”, in Patrizia Calefato, a cura di, Moda e mondanità, Bari, Palomar, pp. 195-204.

1992a    “Mitologie dell’amore”, in Giuseppe Macchi, a cura di, L’amore, Milano, Mazzotta, pp. 19-28. 

 

1992b    “I mass-media tra sviluppo dell’informazione e organizzazione del consenso”, in Nicola Tranfaglia, Massimo Firpo, a cura di, La storia, vol. VII, Torino, Utet. 

 

1992c    in Alessandro Rovinetti, a cura di, Quando i muri parlano: vent’anni di manifesti del Comune di Bologna. 1972-1992, Casalecchio di Reno, Grafis, ….

 

1993a    “Invenzioni e trasformazioni della cultura di massa”, in La storia, vol. X, Torino, Utet.

 

1993b    “Armando Testa e la pubblicità televisiva”, in Germano Celant, a cura di, Armando Testa: una retrospettiva, Milano, Electa, pp. 18-29.

 

1995    “Il serial televisivo: la passione delle passioni”, in Pierluigi Basso, Orsola Mattioli, Francesco Marsciani, Le passioni nel serial tv, Roma, Eri, pp. 9-22.

 

1998    “L’utilitaria”, in Mario Isnenghi, a cura di, I luoghi della memoria, Bari, Laterza. (ed. aggiornata in Parole chiave, 23, 2004), pp. 59-82.

 

1999    "Epoca!: 1945-1999; manifesti in Italia tra vecchio secolo e nuovo millennio", in Aldo Colonetti, a cura di, Siena, Protagon.

 

2001    “Stay Tune! Ovvero, la conversazione per interconnessione”, in Rocco Antonucci, Orietta Pedemonte, a cura di, Il Tao del Web, Genova, Il nuovo Melangolo, pp. 35-44. 

2002    “…”, in Manifesti politici di Andrea Rauch: il sonno della ragione, testi di Omar Calabrese, Maurizio Bettini, Antonio Tabacchi, Siena, Protagon.

 

2006a    “Pianeta giovani”, in Valerio Castronovo, a cura di, Album italiano: giovani, Bari, Laterza, pp. 13-21.

2006b    “Neobarocco, semiotica e cultura popolare", intervista con Krešimir Purgar, CVS - Center for Visual Studies [link].

2008    “Design e cultura: l’esempio Cassina”, in Giampiero Bosoni, a cura di, Made in Cassina, Milano, Skira, pp. 215-221.

 

2010a    L’eleganza maschile. Per una filosofia della forma del vivere, Festival di Filosofia, Modena.

 

2010b    “Dieci parole che hanno confuso l’Italia”, in Federico Montanari, a cura di, Politica 2.0. Nuove tecnologie e nuove forme di comunicazione, Roma, Carocci, pp. 43-54.

 

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